Secondo server a destra, poi dritti fino al parlamento.

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Da Destra-Sinistra di Gaber.

Esulando dal tema della colpa, più culturale che altro, che Gaber tratta, vorrei radunare dei contributi sulla destra grillina (il cui leitmotiv più osceno è “Non esistono più destra e sinistra”) provando a tracciarne un quadro, seppur ridotto.

Sulle definizioni di destra e sinistra nella concezione propagandistica, con un orizzonte molto limitato, sul blog Wu Ming Foundation Giap potete leggere un interessante intreccio di prospettive e commenti: Consigli per riconoscere la destra sotto qualunque maschera.

Passando per la concezione (anti-)democratica dell’elevarsi a leader eletto a furor di popolo e non per discussione interna politica (o forse sono solo io alla vecchia maniera) e le mostruose lacune del programma elettorale scritto dai cittadini (ecco due articoli interessanti sulle lacune più grandi: Lavoro ed economia e Istruzione), vorrei che l’attenzione pubblica (sperando in un minimo di criticità) si concentrasse sui commenti di risposta alle critiche (oggettive o meno) verso il movimento semi-fascista.

Anche solo nei due articoli sul programma del Movimento 5 Stelle, spuntano come funghi paladini della rete, della verità e della democrazia che non riescono a difendersi se non attaccando: il problema giunge quando anche gli attacchi non bastano perché sono in evidente torto e postano a risposta di tutto il M5S un’intervista o un articolo scritto da Beppe Grillo.

Scusate il concetto lungo, ma continua: dalla parte opposta, se Grillo commette un qualcosa di sbagliato agli occhi dei più (tipo invitare i ragazzi di CasaPound ad entrare nel suo movimento per evidenti posizioni comuni) viene sia difeso a spada tratta contro la maliziosità della realtà (!!) o semplicemente archiviata la questione affermando che Grillo non è il loro premier e non è nemmeno candidato.

Ma porco dio, siete tutti scemi?

A parte la svolta autoritaria del leaderismo di mettere il proprio sito sul simbolo elettorale, a parte le analogie con i discorsi di Mussolini (ma, soprattutto, con l’ideologia di rivalsa verso i vecchi e verso l’esterno del Mein Kampf di Hitler) e soprattutto l’attualità delle accuse di Gramsci alla crescita del MoVimento dei Fasci (rete), a parte il qualunquismo dilagante nella semplice affermazione che al Ministero dell’Agricoltura ci deve andare un agricoltore a priori (niente contro gli agricoltori, sia chiaro), a parte le cazzate (sentite qui a Siena con le mie orecchie) su un’università ed una ricerca che devono essere pubbliche (non si capisce come, come detto nell’articolo sull’istruzione) ma con la partecipazione di privati nella gestione (!!), a parte che non si è capito se la disoccupazione serve o non serve, a parte l’Europa che non si sa se esista..

..quanto cazzo mi sta sul cazzo che quel cazzo di Grillo è stato uno dei migliori amici di De André!

Hobsbawm, ne Il secolo breve, come ogni libro di storia, appoggia la tesi che ogni scossa mondiale (che sia una guerra o una crisi, come in questo caso) porta a due soluzioni nei paesi che ne escono sconfitti o comunque visibilmente colpiti: una rivoluzione (socialista o fascista) o un assoggettamento democratico al libero mercato.

La Grande Crisi ’29-’33 portò Hitler al potere in Germania: è colpa degli ebrei (banche) e anche della vecchia classe dirigente (kasta).

Scontate o meno, queste osservazioni sono vere.

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4 commenti

  1. La male interpretazione e la conseguenza confusa applicazione dei valori di destra e di sinistra non modifica il senso che quei valori hanno, sia storicamente che attualmente. Il volerli superare indica soltanto opportunismo politico in cerca di consensi bilaterali.

    1. Beh, il valore viene definito in base a ciò che si considera, se con un lungo processo di egemonia ignorante si è riusciti a modificare le definizioni di destra e sinistra fino a renderle ciò che attualmente sono considerate, ciò è possibile.
      Si tratta di sociologia, ciò che il sociale pensa siano destra e sinistra. Adesso, la definizione di sinistra non è quella di cinquant’anni fa, o di cent’anni fa circa, e men che meno di duecento venti anni fa quando fu coniata come definizione.
      Il problema rimane la base culturale che si è persa. Se la base culturale fosse rimasta, adesso non sbaglieremmo definizione di sinistra rispetto al secolo passato, ma chiameremmo destra liberale il PD. Anche perché Keynes non è sinistra, e la parte più a sinistra del PD è keynesiana.

  2. Giorgio Gaber è celebrato per essere stato un genio della musica che ha saputo rompere gli schemi mettendo a nudo le contraddizioni del pensiero e della “cultura” del suo tempo. In realtà è stato un autore privo di intelligenza il quale si è avvalso della furbizia contando sulla ingenuità degli italiani che si bevono tutto di ciò che non è alla loro portata di comprensione, credendosi furbi e nello stesso tempo, cosa impossibile, intelligenti a propria volta. Come esempio, per supportare le mie affermazioni, voglio porre davanti alla vostra attenzione una strofa della canzone di Gaber dal titolo ” Non insegnate ai bambini”:

    Non insegnate ai bambini
    non divulgate illusioni sociali
    non gli riempite il futuro
    di vecchi ideali
    l’unica cosa sicura è tenerli lontano
    dalla nostra cultura.

    Chiunque si accorgerà che non c’è una cultura unica che può essere insegnata ai bambini, e che i nuovi ideali non sono necessariamente migliori di quelli vecchi, perché ciò che qualifica un ideale non è la sua età, ma la sua direzione che è il senso espresso da quell’ideale. Se così non fosse l’ideale di Platone dovrebbe, a forza, essere peggiore dell’ideale nazista che è venuto più tardi. Se analizzate i testi di Gaber vi accorgerete che dice un sacco di cose prive di senso e, addirittura, negano l’intelligenza che cerca il miglioramento della situazione in cui si trova a essere l’umanità.

    Nella canzone dal titolo “Destra sinistra” Gaber si è dimenticato, guarda un po’, di dire che di sinistra sono i partigiani che ci hanno liberato da una terrificante e sanguinaria dittatura, mentre di destra sono i fascisti razzisti che hanno prelevato le famiglie ebree dalle loro case, per portarle nei campi di sterminio, in un’Italia che ha promulgato le leggi razziali ancor prima della Germania. No, lui, Giorgio Gaber, si limita a dire che la mortadella è di sinistra mentre il culatello è di destra… e in ogni strofa del testo celebra soltanto aspetti meramente estetici, come se destra e sinistra fossero una questione di lucido da scarpe che lotta contro la polvere. Davvero un genio come sua moglie, la berlusconiana Ombretta Colli… Gaber si è speso per cancellare la memoria dei misfatti orditi da una destra mostruosamente criminale, ecco la sua cultura e la sua celebrata intelligenza e sensibilità cosa sono in realtà: ironia e sarcasmo fatti sul sangue dei martiri.

    1. Perdonami, ma non condivido. Personalmente questo testo lo intendo come una critica culturale al fatto che gli italiani non sanno appellarsi che a cazzate per differenziare destra e sinistra, per l’appunto la mancanza di ideologia. Ciò che Gaber afferma è la mancanza nella memoria che permette ai fasci di “ripulirsi” e ripresentarsi alle elezioni, o alla mafia di pilotare i voti. Alla larga è anche una critic a Berlinguer e al PCI.
      Ironia e sarcasmo sono solo mezzi che portano alla luce queste contraddizioni quando ci siam detti costituzionalmente antifascisti e abbiamo permesso al Movimento Sociale Italiano e ad Almirante di continuare a fare quello che facevano.
      Il punto, come per Grillo, è la sterilità culturale che ci porta a credere che destra e sinistra siano uguali nel solito magna magna della casta. O persino a credere che le politiche del PD siano di sinistra e non, al contrario, liberali. È una tabula rasa creata e permessa da noi stessi quando abbiamo smesso di lottare e siamo scesi a compromessi (storici e non).

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